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BASTA COMPITI A CASA! UTILI SOLO A CREARE OBBEDIENZA

Updated: Sep 27, 2019



I compiti a casa sono un pilastro della scuola pubblica. Da sempre, i bambini tornano da scuola e hanno un po’ di compiti da fare per l’indomani. E sempre da sempre, i bambini iniziano le loro vacanze sapendo che prima del rientro a scuola dovranno aver svolto tutta una mole di compiti. Da sempre!


Perché, mi chiedo ad alta voce, i bambini dovrebbero mai fare compiti a casa dopo aver passato cinque, sei, sette ore sui banchi ad eseguire già compiti?! Perché un bambino deve immergersi nella bellezza delle vacanze natalizie o estive con il pensiero non bello di dover svolgere esercizi o letture in maniera forzata?!


<<Mamma esco fuori coi miei amici!>>

<<No! prima devi finire i compiti!>>


Maledetti compiti!


Io non ho mai scalpitato di gioia nello svolgere i compiti a casa. Era tempo rubato ai miei giochi, alle mie fantasie. Erano momenti rubati alla mia volontà. Era tempo sottratto alla mia vita di bambino. Era per me, e credo lo sia stato per la maggior parte di voi che leggete.

Era…e credo lo sia ancora.


La scuola pubblica intera è una montagna di compiti. Il sospiro di gioia che provoca la campanella al termine di ogni giornata di lezioni sentenzia che il bambino vive meglio il tempo nel quale è lui a poter scegliere cosa fare. E la cosa è più che naturale.



Ma torniamo al punto di partenza: perché vengono dati i compiti per casa?


Per fare crescere meglio il bambino? Perché più studia e più è competitivo? Perché più fatica e più diventa bravo e felice?


Se partiamo dal presupposto che nelle migliori scuole pubbliche, quelle che “sfornano” i bambini più felici e competitivi al mondo, si sta sui banchi al massimo quattro ore e non vengono dati compiti per casa, la risposta è “NO”. Date un’occhiata al servizio di Michael Moore sulla scuola finlandese: https://www.youtube.com/watch?v=OUK1Xy5XBi4


Escluso il piacere di alcuni docenti frustrati di “infliggere” compiti per un loro problema personale, non arriva alla mente nessuna spiegazione logica che possa sostenere questa ferrea abitudine.


Rimango quindi della mia opinione!


La scuola pubblica è uno strumento di omologazione: non serve a creare bambini felici, ma bambini utili a fare funzionare un sistema, ossia quello che abbiamo sotto agli occhi. Per questo sistema servono adulti con poca capacità critica, forte predisposizione all’assoggettamento e poco potere creativo. L’opera di addomesticamento inizia da subito, e la scuola pubblica è un eccellente strumento per poterlo fare.


In definitiva: i compiti a casa vengono dati per abituare all’obbedienza.


Pensate: in ambiente militare spesso avviene la stessa cosa: al soldato viene imposto di obbedire a compiti palesemente inutili e stupidi. Devono obbedire e fare ciò che gli viene imposto. E obbedendo a ordini assurdi, il soldato impara ad obbedire a prescindere, perde lentamente il suo spirito critico ed è perfettamente predisposto all’assoggettamento.


Punto.


Servono scuole alternative.

Servono docenti nuovi.

Serve il coraggio di creare.


Michele Giovagnoli


L’Accademia Genitore Albero propone una formazione innovativa e rivoluzionaria per tutti gli educatori, i docenti e i genitori che intendano dedicarsi a forme alternative di istruzione, dall’Homeschooling alla docenza in istituti privati, dalla scuola nel Bosco all’apertura di scuole nuove.

Offerta formativa: https://www.genitorealbero.com/

info e iscrizioni: info@michelegiovagnoli.it – 338 3191979

Inizio nuovi corsi: Gennaio 2020

Sede: CARPEGNA (PU)


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"Maxima debetur puero reverentia "

"E' dovuto il massimo rispetto per il bambino". Marco Fabio Quintiliano, considerato il padre della pedagogia.

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